Ci sono momenti in cui guardiamo il nostro cane e pensiamo:
“Come faccio a fargli cambiare questo comportamento?”
Abbaia troppo. Ha paura. Non ascolta. Si agita. Fa qualcosa che non riusciamo a gestire.
E allora cerchiamo la soluzione nel cane. Un comando nuovo, una tecnica diversa, qualcosa che possa aiutarlo a comportarsi "meglio".
Ma forse, qualche volta, la domanda da cui partire dovrebbe essere un'altra: Che persona sono io per il mio cane?
È proprio da questa domanda che nasce una riflessione condivisa da Alessandra, dog trainer, nei suoi contenuti: per migliorare davvero il rapporto con il proprio cane può essere necessario partire dalla percezione che il cane ha di noi.
Diventare una persona di cui il cane può fidarsi
Per un cane, avere accanto una persona affidabile significa sapere che può contare su di lei.
Non significa essere perfetti.
Non significa non sbagliare mai.
E nemmeno significa avere sempre la situazione sotto controllo.
Significa, piuttosto, cercare di essere una presenza equilibrata e coerente, soprattutto quando il cane si trova davanti a qualcosa che non sa gestire.
In quelle situazioni il nostro cane può avere bisogno di noi.
E qui la relazione diventa qualcosa di molto più profondo dell'insegnargli semplicemente a eseguire un comando.
Possiamo diventare per lui un punto di riferimento? Una persona a cui affidarsi quando qualcosa lo mette in difficoltà?
Il cambiamento, a volte, parte da noi
Questa è probabilmente la parte più difficile da accettare.
Perché lavorare sul comportamento del nostro cane può sembrare più semplice che lavorare sul nostro.
È più facile pensare “devo insegnargli a non fare questa cosa” che fermarsi a chiedersi: “Come mi comporto io quando lui la fa?”
Sono calmo oppure mi agito?
Sono coerente oppure cambio atteggiamento ogni volta?
Riesco a guidarlo oppure reagisco semplicemente a quello che sta succedendo?
Non sono domande sempre comode. Ma possono aprire una strada diversa: invece di vedere il cane come qualcuno che deve essere "aggiustato", iniziamo a vedere la relazione come qualcosa a cui partecipiamo entrambi.
E questo non significa colpevolizzarsi. Significa prendersi una parte di responsabilità nella relazione.
E se il nostro cane potesse insegnarci qualcosa su di noi?
C'è un aspetto di questa riflessione che ci piace particolarmente.
Lavorare sul rapporto con il nostro cane può diventare anche un'occasione per lavorare su noi stessi.
Per imparare ad avere più pazienza.
Per osservare prima di reagire.
Per essere più coerenti.
Per imparare a gestire meglio le nostre emozioni quando qualcosa non va come vorremmo.
Il nostro cane, in fondo, ci mette continuamente davanti a situazioni nelle quali dobbiamo scegliere come stare.
E forse è proprio questo uno dei regali più grandi che può farci una relazione con un animale.
Non ci chiede di diventare perfetti. Ci invita a diventare più consapevoli.
Non si tratta di cambiare il cane. Si tratta di costruire una relazione.
Ogni cane è diverso. Ha la propria storia, le proprie esperienze, le proprie paure, le proprie motivazioni.
Per questo non esiste una formula universale per costruire una relazione.
Ma possiamo partire da una cosa che tutti possiamo fare: imparare a conoscere davvero chi abbiamo davanti.
Osservarlo.
Ascoltarlo.
Cercare di capire cosa ci sta comunicando.
E, soprattutto, chiederci quale ruolo vogliamo avere nella sua vita.
Perché forse il vero cambiamento non comincia quando il cane finalmente fa quello che gli chiediamo. Forse comincia quando il cane inizia a sentirsi al sicuro nel sapere che può contare su di noi.
Una riflessione dal BAUle
Nel BAUle crediamo che custodire un legame significhi anche questo: imparare a guardare l'altro per quello che è, e non soltanto per quello che vorremmo che fosse.
È un tema che ritroviamo anche nelle avventure di Pando & Blue.
Pando non vede e non sente come gli altri cani. Eppure comunica, esplora, si relaziona e trova il suo modo speciale di stare nel mondo.
Per comprenderlo, gli altri devono imparare a cambiare prospettiva.
Forse è questo che ci insegnano i cani: prima di chiedere loro di comprenderci, dobbiamo essere disposti a comprendere loro.
Questo articolo nasce dalle riflessioni condivise da ale_dogtrainer_ in alcuni dei suoi reel. La ringraziamo per averci dato il permesso di riprenderle e svilupparle nel Diario del BAUle. Per approfondire questo tema, potete vedere il suo reel “Il tuo cane non deve cambiare da solo”.
📖 Dal punto di vista del cane | Giocare è davvero solo giocare? →
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