Quando pensiamo al gioco con il nostro cane, probabilmente ci viene in mente una scena molto semplice: una pallina lanciata, il cane che corre a prenderla e poi torna da noi.
Ma il gioco può essere molto più di questo: può diventare un modo per conoscerci meglio, collaborare, imparare e rafforzare la relazione con il nostro cane.
È proprio da questa prospettiva che partono alcune delle riflessioni condivise da Alessandra, dog trainer, nei suoi contenuti. Abbiamo raccolto e approfondito alcuni dei suoi spunti perché ci hanno fatto riflettere su quanto il gioco possa essere importante nella relazione con il nostro cane.
Il gioco non serve solo a stancarlo
Una delle idee più comuni è che giocare serva soprattutto a far sfogare il cane.
E sì, il movimento e l'attività possono certamente aiutarlo a scaricare energie. Ma fermarsi qui significa perdere una parte importante di ciò che il gioco può offrire.
Durante un momento di gioco condiviso, cane e persona fanno qualcosa insieme.
Il cane può imparare nuove competenze, sperimentare, prendere iniziative e trovare un modo per collaborare con noi.
E noi, allo stesso tempo, possiamo imparare qualcosa su di lui.
Cosa lo entusiasma? Cosa lo incuriosisce? Cosa lo motiva davvero?
Sono domande che ci aiutano a conoscere meglio chi abbiamo davanti.
Non tutti i cani giocano allo stesso modo
Ed è qui che arriva la parte più interessante. Non esiste un unico modo corretto di giocare con un cane.
La pallina può essere irresistibile per uno e completamente indifferente per un altro. Un cane può amare inseguire, un altro cercare, un altro ancora tirare, esplorare o mordicchiare.
Per questo, più che chiederci “Con cosa devo giocare?”, potremmo iniziare a chiederci: “Che cosa piace davvero al mio cane?”
Conoscere le sue motivazioni significa anche imparare a osservare ciò che lo spinge ad agire e ciò che gli dà soddisfazione.
Il gioco diventa così qualcosa di molto più personale. Non scegliamo semplicemente un'attività: cerchiamo un modo per incontrarci.
Quando il gioco diventa collaborazione
Un gioco condiviso può diventare anche un'occasione per imparare.
Attraverso il gioco possiamo proporre nuove esperienze, insegnare competenze e costruire una collaborazione basata sulla motivazione, anziché sulla semplice richiesta di obbedienza.
E quando il cane trova interessante quello che sta facendo, l'apprendimento può diventare più naturale.
Non c'è soltanto “io chiedo e tu esegui”. Ci siamo noi due, impegnati nella stessa attività.
Ed è proprio questa dimensione di condivisione che può rendere il gioco così prezioso per la relazione.
Il gioco deve divertire entrambi
C'è però una cosa che rischiamo di dimenticare: il gioco deve essere un gioco anche per noi.
Se prendiamo una pallina e la lanciamo meccanicamente perché "dobbiamo far giocare il cane", probabilmente stiamo perdendo il senso di quello che stiamo facendo.
Il nostro cane percepisce il nostro coinvolgimento. Se siamo presenti, partecipi e ci divertiamo insieme, il momento diventa qualcosa di diverso: un'esperienza condivisa.
Non serve costruire ogni volta un'attività elaborata. A volte basta fermarsi, osservare il proprio cane e capire cosa gli piace.
E poi giocare. Davvero.
Conoscere il cane significa anche sapere come divertirsi insieme
Forse il gioco è uno dei modi più semplici per cambiare prospettiva.
Invece di pensare soltanto a come far stancare il nostro cane, possiamo chiederci come soddisfare i suoi bisogni e costruire insieme qualcosa che abbia senso per entrambi.
Perché un cane che si sente compreso non è soltanto un cane che "si comporta bene".
È un cane con cui stiamo imparando a comunicare.
E ogni volta che scopriamo qualcosa che lo entusiasma, che lo incuriosisce o che lo fa stare bene, stiamo aggiungendo un piccolo tassello alla nostra conoscenza reciproca.
In fondo, giocare insieme è anche questo: imparare chi siamo quando siamo in due.
Una riflessione dal BAUle
Nel BAUle ci piace pensare che custodire un legame significhi anche imparare a riconoscere ciò che rende speciale l'altro.
Non cercare di adattarlo a uno schema, ma scoprire il suo modo di essere, le sue inclinazioni, le sue preferenze e il suo personale modo di stare nel mondo.
Anche per questo Le Avventure di Pando & Blue parlano di differenze.
Perché comprendere qualcuno significa, prima di tutto, avere la curiosità di conoscerlo davvero.
Questo articolo nasce dalle riflessioni condivise da ale_dogtrainer_ in alcuni dei suoi reel. La ringraziamo per averci dato il permesso di riprenderle e svilupparle nel Diario del BAUle. Per approfondire questo tema, potete vedere il suo reel “Il gioco è molto più di un modo per far “scaricare” il cane”.
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